Cinzia Spata / Alessandro Gwis Duo
Sabato 7 agosto 2010
Parco di Palazzo Tarantini, Piazza Europa - Maratea
h. 21.00 - ingresso € 10,00
Cinzia Spata - voce
Alessandro Gwis - pianoforte
Se il presenzialismo è la qualità – non sempre positiva – di diversi musicisti jazz, che intendono la loro attività più come un semplice lavoro che innanzitutto come arte, Cinzia Spata si è distinta negli ultimi anni per aver scelto di dedicarsi con profondità soprattutto alla didattica, campo in cui eccelle per esperienza e passione, sia che operi all’interno dei Conservatori che delle scuole private di musica. Dopo gli anni Ottanta più “elettrici” del suo esordio e gli anni Novanta più “acustici” della sua affermazione sulle scene nazionali ed internazionali - attivissima tra Italia e Stati Uniti, la Spata ha collaborato abitualmente con artisti del livello di Salvatore Bonafede, Danilo Rea, Riccardo Fassi, Stefano Di Battista, Fabio Morgera, Tony Scott, Lester Bowie, Kurt Rosenwinkel, Kenny Wheeler etc. -, la cantante e compositrice palermitana è tornata a riproporsi come performer e band leader, avendo focalizzato negli ultimi anni un suo progetto di gruppo e repertorio col cd “93_03” realizzato col suo quintetto americano (Donny McCaslin sax, Marc Copland piano, Ron McClure contrabbasso e Marcello Pellitteri batteria) ed un repertorio in gran parte basato su proprie composizioni.
Vocalist raffinata e versatile, avvezza anche al lavoro artigianale della jazz singer ma mai superficiale, più strumento tra gli strumenti che semplice voce accompagnata da veri musicisti (come invece oggi capita troppo spesso, in un nuovo mondo del jazz concimato dal canzonettismo più industriale), Cinzia non ama i toni urlati e aggressivi, ma il suo canto è egualmente incisivo: la sua forza interiore ne fa un’artista, come s’è visto, integra ed amante della ricerca quanto della tradizione, e per questo il PHONETICA Jazz Festival, nel suo abituale appuntamento con la voce, ha scelto di presentarla nella formula classica ma aperta del duo col pianoforte, che non lascia spazio ad equivoci, ideale per quello scavo melodico, armonico ed umorale che Cinzia Spata persegue nel suo percorso.
Con lei un supporto fedele ed ideale, in qualche modo una sorta di alter ego sulla tastiera per personalità e finezza, il pianista romano Alessandro Gwis, un nome “trasversale” ben noto al pubblico italiano del jazz e del pop (affermatosi con gli Aires Tango, collaboratore di Stefano Di Battista Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Achille Succi, Enrico Rava, Rosario Giuliani, Gianni Gebbia, Antonello Salis, Ben Sidran, Paolo Damiani, Peppe Servillo, Stefano Benni, David Riondino, Sergio Endrigo, Massimo Ranieri, Lucio Dalla e via così). Un recital che si preannuncia vario, come è appunto sempre opportuno, nell’ampio mondo del jazz, ma segnato da una cifra personale, un riassunto ed una ricognizione trasversale di cosa voglia dire cantare in libertà con la propria voce, la propria storia, la propria etica: in definitiva, cantare quel jazz che nessuno saprà mai davvero cosa sia.
(DOPPIO PENTAGRAMMA, serata condivisa con il Festival “I suoni del Campanile”) |
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