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PHONETICA FESTIVAL 2010 
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CONTATTI
 
Marco Sannini Good Vibes "Cambiamo l'aria"

Mercoledì 4 agosto 2010
Piazza S. Maria Maggiore - Maratea
h. 22.00 – ingresso libero

Marco Sannini - tromba e flicorno
Marco Pezzenati - vibrafono
Marco de Tilla - contrabbasso
Leonardo De Lorenzo – batteria

Conta di più "cosa" o "come"? Dopo oltre un secolo di esperienze ed indagini, nel jazz pare che si propenda per la seconda ipotesi. Qui ogni pre/testo è buono, e le nozioni di "alto" e "basso" in questa cultura sono superate in favore dei concetti di "opportuno" e "possibile". Si tratti del motivetto più immediato o della sinfonia più aulica, una volta che il musicista di jazz vi metta mano, il suo destino è segnato: la metamorfosi, diverrà qualcos'altro.

E comunque, a prescindere dall'esito formale, di quella musica si dirà inequivocabilmente che "è jazz". E' un fenomeno a suo modo misterico, quasi inesplicabile, difficilmente razionalizzabile (o così piace dire, celiando, al jazzista, per darsi una certa importanza.).

Scherzi a parte, è invece un procedimento di estrema complessità, occorrono profonde conoscenze tecniche, competenze artistiche e sicuro buon gusto per evitare un terribile pastiche e creare un inedito oggetto sonoro che contemporaneamente rassicuri l'ascoltatore meno esperto e stimoli quello più avvertito.

Così ha fatto il trombettista napoletano Marco Sannini, un musicista che opera abitualmente tra il settore accademico e quello jazzistico, con un background costruito sulla ferrea preparazione conseguita al Conservatorio di Napoli e negli studi al Berklee College of Music di Boston, riguardanti il jazz, l'improvvisazione ed il cosiddetto "commercial arranging".

Tra le sue collaborazioni, quelle più prestigiose comprendono Roberto De Simone, Kenny Burrell, Michael Brecker, Jerry Bergonzi, Enrico Rava,, Gianluigi Trovesi, Ricky Ford, David Murray, John Surman, Keith .Tippett, Norma Winstone, David Alan Gross, Seamus Blake e tanti altri, mentre i suoi progetti personali ("Donna Regina" con Norma Winstone, "Il genio tra i Laceroni" con Licia Maglietta, "Notte nella Rabata" con Peppe Barra, "Poetango" con Javier Girotto, "Yoruba" con Gabriele Mirabassi) ospitano solisti ed artisti di altissima qualità. In un'esperienza così ampia e differenziata, Marco ha sentito quindi la necessità di tirare un po' le somme di questo percorso tra i generi, e di confrontarsi con una più matura consapevolezza con la sua cultura d'origine, quella partenopea, che nel proprio Settecento musicale e nelle sue arie ha avuto uno dei suoi momenti di maggiore splendore e di fama internazionale.

Lo si è detto, nel jazz conta più il "come", ma Sannini in fondo non volteggia senza rete: oltre alle sue già maiuscole capacità artistiche di base, in questa sua proposta il "cosa" garantisce qualità ed ispirazioni di altissimo livello. Autori come Pergolesi, Piccinni, Scarlatti, Durante ed alcune loro arie vengono tirati in ballo ed interiorizzati, per poi essere processati e restituiti all'esterno attraverso la macchina sonora più perfetta e complessa, il circuito cuore-cervello del musicista (in questo caso le "macchine" sono quattro, un leader esperto e tre giovani validi e curiosi, che ci promettono "buone vibrazioni", giocando abilmente sulla semantica di vibes, in inglese "vibrazioni" ma nel gergo musicale anche "vibrafono").

Per funzionare correttamente ed a pieno regime, questa macchina ha bisogno solo di un carburante rispettoso dell'ambiente circostante, aria pura e semplice: perciò, sarà proprio il caso di "cambiare l'aria".

(DOPPIO PENTAGRAMMA, serata condivisa con il Festival “I suoni del Campanile”)
Informazioni
Marco Sannini
 
www.scatolasonora.org
 
 
 
 
 
 
     
  www.phoneticafestival.com
  Credits: adecom | www.basilicatanet.com