Umberto Napolitano Trio - ospite Marco Sannini
Venerdì 22 agosto 2008
Parco Tarantini - Maratea
h. 21.30 - ingresso libero
Una produzione del Phonetica Jazz Festival
Umberto Napolitano - pianoforte
Sasà Calabrese - contrabbasso
Vincenzo Gallo - batteria
ospite Marco Sannini - tromba, flicorno
Artista ed artigiano: l'etimo rivela le attitudini tra le cose o le persone. Umberto Napolitano è uno di quei musicisti tenaci e preparati, impegnati da sempre a celebrare il suono, dovunque sia possibile. L'attivissimo pianista calabrese - originario di Praia a Mare, quindi ben noto in questa zona, così come in tutta Italia - possiede una preparazione ed un'esperienza non comuni, grazie anche a importanti collaborazioni (Toni Armetta, Nino De Rose, Giancarlo Maurino, Daniel Studer, Dario Rosciglione, Sandro Satta, Daniele Sepe, Javier Girotto, Franco Piana, Lutte Berg etc.) ed una passione per l'arte del dettaglio, un cesellatore delle note, da strumentista e da compositore/arrangiatore.
I suoi brani originali sono ricchi di correnti ed insenature, da uomo nato sul Tirreno, i suoi arrangiamenti di pezzi anche noti ne ridisegnano con gusto i profili melodici e le strutture armoniche e ritmiche. Nell'arte forse è più importante come di cosa: la personalità è fondamentale. Queste le stesse caratteristiche di uno dei più eleganti trombettisti italiani, il napoletano Marco Sannini, le cui influenze ambientali (è solista e docente anche nel mondo della musica popolare ed accademico, collaborando tra gli altri con Roberto De Simone), sono integrate da un carattere più cosmopolita, quello del jazz europeo e statunitense (Giovanni Tommaso, Maurizio Giammarco, Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Claudio Lugo, Jerry Bergonzi, Kenny Burrell, Ricky Ford, David Murray, Michael Brecker, John Surman, Louis Sclavis, Norma Winstone, Keith Tippett etc.).
L' incontro tra Sannini ed il trio di Napolitano (completato da Sasà Calabrese e Vincenzo Gallo, ritmica fedele e ben rodata), battezzato dal Phonetica Jazz Festival, si svolgerà sul terreno comune della cantabilità, un occhio alla morbidezza che il Sud sa donare alla musica che in esso vive. La voce è lo strumento primario dell'umanità: gli altri strumenti, venuti successivamente, non possono che cercare di rifarsi ad essa. |
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